Origini della Ribollita
Salve Sergio e complimenti.
Penso che comprerò il tuo libro alla prima occasione anche perchè rientra nei miei interessi di vario genere.
Ti allego di seguito un articolo che ho scritto a seguito di un convegno interessante dove è stata fatta una analisi storica culturale della ribollita ed è stato focalizzato il motivo per il quale non è casuale che sia nata in Toscana, pur essendoci negli ingredienti una parte del contributo della "scoperta dell'America" ecc.
Ti saluto, Leonardo
Casa Cares: incontri di Primo Mercoledì
La cornice delle colline di Reggello ospita una serie di incontri culturali veramente interessanti, quasi tutti programmati nel primo mercoledì di ogni mese tra gennaio e maggio: fulcro prevalente degli avvenimenti Casa Cares, centro incontri della Chiesa Valdese e casa per ferie, gestita da Antoinette e Paul Krieg. Il primo incontro si è svolto mercoledì 7 gennaio con un tema singolare ma dalle numerose implicazioni storiche e culturali: titolo "Figli della ribollita, ovvero ricerca semiseria delle nostre radici". Il relatore Massimo Sottani, ex sindaco di Reggello, ha esplorato il nostro passato recente e remoto, forte di una specifica e approfondita ricerca bibliografica e traendo spunto da quel famoso piatto della tradizione toscana che è la ribollita. La conferenza è stata opportunamente preceduta dall'assaggio della famosa ribollita di Simonetta Poggi di Cascia, in arte Silvana, concretamente aiutata nella sapiente opera culinaria dalla sorella Cesarina e dal marito Giuseppe Guerri. L'analisi del relatore è partita dal considerare cosa è la ribollita, tramite gli ingredienti essenziali oltre le varianti delle ricette più famose. Così è stato sottolineata da una parte la componente storica internazionale di questo piatto a causa di alcuni ingredienti che sono giunti in Europa dopo la scoperta dell'America da parte di Colombo, come i fagioli bianchi (e poi gli zolfini), le patate, i pomodori e dall'altra parte una componente tradizionale propria toscana che affonda le radici nella popolazione etrusca, quando era in uso consumare zuppe, farinate, polente. E attraverso i secoli si scopre come le necessità di vita quotidiana, congiuntamente o meno con periodi di carestia e motivazioni religiose, rendessero importanti o necessariamente importanti l'utilizzazione di ortaggi e, più in generale, tutta l'agricoltura. Sottani ha quindi sostanzialmente dimostrato che non è casuale che la ribollita sia nata nella nostra terra, per una convergenza felice di circostanze legate a tradizioni e situazioni lontanissime e recenti e alla presenza, innata e acquisita, di tutti gli ingredienti essenziali. Ma la ribollita nasce anche nell'essenzialità della zuppa di pane (alimento a noi giunto nel 400 a.C.), per la riutilizzazione del pane raffermo quando questo alimento si cuoceva per farlo durare una settimana e più. E scoprendo che nel 1300 si facevano zuppe di cavolo e finocchio, che prima di Colombo si mangiavano solo i fagioli con l'occhio, che solo il pane dei ricchi era bianco e che la pomarola è nata nel 1830, la ricetta di Silvana di una ribollita ricca e povera e nobile al contempo, vellutata e saporita, di ingredienti dosati ad arte e conditi di un olio sopraffino, ha messo tutti d'accordo sui valori odierni (culturali, culinari, educativi) di un qualcosa che prima apparteneva soprattutto alla necessità di non sprecare niente.
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