Cerca nel sito
In evidenza
Buono come il pane
di Sergio Gatteschi
Edizione Vallecchi

Buono come il pane
50 ricette per sfruttare e gustare il pane avanzato“Che fare con gli avanzi che riempiono le nostre dispense, e perché farlo? E’ un problema comune, che nella maggior parte dei casi, per i mille impegni che ci incalzano, fa diventare un rifiuto ciò che il giorno prima era una ricchezza.” Esordisce così un volumetto scritto da Sergio Gatteschi ...
Chi è online
 1 visitatore online

Attività Istituzionali

Mozioni approvate all'unanimità dal Consiglio Provinciale di Firenze su proposta del Consigliere Sergio Gatteschi

Mozione “Provincia Amica delle Foreste”
per inserire la Provincia di Firenze nel circuito europeo di Enti impegnati nella salvaguardia delle foreste e ad impegnarsi perchè nei capitolati per la fornitura di prodotti di legno e derivati sia previsto l’obbligo per le aziende di dotarsi di un sistema internazionale accreditato di cerficazione ambientale.
 
Il Consiglio Provinciale di Firenze

VISTO

- che le foreste primarie sono un tesoro della Terra e sono insostituibili per l’equilibrio ecologico e climatico;

- che la crisi globale delle foreste è diventata una grave emergenza per il costante aumento del consumo di prodotto forestali, pasta cellulosa, con conseguente incremento dei processi di deforestazione che interessano in particolare i paesi in via di sviluppo;

- che il taglio ed il commercio illegale di legname e prodotti forestali contribuiscono fortemente ad aggravare le condizioni ambientali a distruggere gli ecosistemi, alimentano i finanziamenti a guerre e conflitti nei paesi più poveri e generano seri problemi sociali e di sopravvivenza per le comunità che vivono all’interno delle grandi aree forestali;
- che nell’ambito dell’avvenuta ratifica del Protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni serra, l’Italia ha assunto impegni di carattere internazionale in ordine alla protezione e allo sviluppo sostenibile delle aree forestali;
- che nell’ambito dei Paesi G8 l’Italia, che ha un ruolo primario nell’importazione e nella lavorazione del legname, ha assunto un impegno all’eliminazione del mercato del legno illegale;

CONSIDERATO

- che esiste lo standard intenazionale di certificazione FSC (Forest Stewardship Council)dotato di autorità, legittimità e credibilità su scala mondiale, in grado di garantire la qualità dei prodotti forestali, di certificarne la provenienza, di assicurare che i prodotti certificati derivino da una gestione forestale sostenibile;
- che tale ente accreditato svolge la sua attività anche nel nostro paese, risultando in crescita il numero di aziende del settore che offrono prodotti ambientalmente certificati;
- che alcune associazioni ambientaliste, come Greenpeace, WWF, Amici della Terra, stanno da tempo conducendo una campagna globale per la protezione delle foreste primarie, tesa allo sviluppo di politiche di acquisto che premiano il riutilizzo, il riciclaggio con tecnologie pulite di legno e carta e la certificazione FSC;
- che molte realtà in tutto il mondo ed in Italia (es. Roma, Lecce, Rimini, Ravenna, Crema) hanno aderito al circuito internazionale di salvaguardia delle foreste, così come molte città europee;
- che gli acquisti pubblici rappresentano un 14% del mercato per prodotti come il legno e la carta e possono rappresentare un potente motore di promozione e orientamento per tutto il mercato;

A FRONTE DI QUESTA MOZIONE

Il Consiglio Provinciale impegna la Giunta
A inserire la Provincia di Firenze nel circuito europeo di Enti impegnati nella salvaguardia delle foreste;
- ad utilizzare in maniera più consistente carta e prodotti in tissue riciclati ed ecologici negli uffici dell’A.P. e ad incentivare la raccolta differenziata;
- a dare preferenza in tutti i bandi gara per gli acquisti di prodotti in legno o derivati, a quelli certificati FSC (ad es. matite, mobili, e prodotti in legno)
- a dare preferenza, in tutte le costruzioni pubbliche, ai materiali certificati FSC
- a sensibilizzare la cittadinanza e i ragazzi delle scuole sulla necessità del riuso, del riciclo e della certificazione ecologica

Il Consigliere Provinciale Verdi
Sergio Gatteschi

Inviare copia della presente mozione
Al Presidente della Repubblica
Al Ministro dell’Ambiente
Al Gruppo FSC Italia (Forest Stewardship Council) 

 

Regolamento (CE) N.1019/2002, relativo alle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva.

Il Consiglio Provinciale di Firenze,

VISTO

Il Regolamento (CE) N.1019/2002 della Commissione del 13 giugno 2002 relativo alle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva che, a partire dal 1 novembre 2003, prevede l’obbligo della vendita degli olii d’oliva al consumatore finale, in recipienti preconfezionati, della capacità massima di 5 litri, provvisti di un sistema di chiusura che perde la sua integrità dopo la prima utilizzazione e regolarmente etichettati.ai sensi del medesimo Regolamento.

PRESO ATTO

che le prescrizioni del suddetto Regolamento vietano quindi la cosiddetta “vendita dell’olio sfuso”, cioè la vendita diretta dal produttore al consumatore finale in contenitori forniti dal consumatore stesso.

CONSIDERATO

- che equiparando il produttore agricolo all’industria alimentare negli obblighi di confezionamento dell’olio la normativa penalizza i produttori agricoli i quali rischiano concretamente di vedere ridotto il loro spazio commerciale e quote di mercato, a vantaggio di altre fasi della filiera. Infatti il produttore agricolo per poter continuare a praticare la vendita diretta viene obbligato a preconfezionare in contenitori dell’olio della capacità massima di 5 litri.
- che in tal modo si rischia di aggravare di costi e adempimenti ulteriori le aziende olivicole, compromettendo l’esistenza di quelle piccole realtà che stanno cercando con fatica di valorizzare il proprio prodotto e, attraverso la vendita diretta, recuperare fette di valore aggiunto che diversamente non potrebbero ottenere. Questa modalità di vendita diretta assicura una remunerazione del prodotto non condizionata da intermediari e da costi di confezionamento.
- che la disposizione comunitaria comporterà inoltre un aggravio di spese per il confezionamento e per gli investimenti necessari che andrà a incidere sul prezzo del prodotto al consumatore finale.

VALUTATO

- che la tradizionale vendita dell’olio sfuso è consentita dalla vigente normativa italiana (D.L. n.109/92) e non risulta siano mai stati segnalati problemi igienico-sanitari tali da motivare un provvedimento rigido per il confezionamento.
- che non pare si possa definire alcuna effettiva connessione tra modalità di confezionamento, le dimensioni del contenitore dell’olio ed effettive garanzie di “autenticità” per il consumatore finale, che possa adeguatamente giustificare il divieto di vendita dell’olio sfuso.
- che risulta altresì contraddittorio il fatto che l’obbligo del confezionamento “in imballaggi della capacità massima di 5 litri”, possa essere diversamente stabilito dai singoli Stati membri solo “per gli imballaggi destinati alle comunità” (ristoranti, ospedali, mense o altre collettività simili), come se gli utilizzatori finali del prodotto olio presso tali comunità non fossero a loro volta dei consumatori, da garantire allo stesso modo sia quando acquistano olio direttamente per uso familiare, sia quando lo utilizzano attraverso pasti consumati in ristoranti, ospedali, mense,ecc…

RILEVATO

- che il Regolamento stabilendo che gli oli debbano essere “presentati al consumatore finale preimballati in imballaggi della capacità massima di cinque litri” (…) provvisti di un sistema di chiusura che perde la sua integrità dopo la prima utilizzazione…”, determinerà un notevole incremento del fabbisogno di contenitori: è stato infatti stimato che il numero di lattine necessario in Italia per il confezionamento dell’olio finora venduto sfuso direttamente al consumatore, si aggirerebbe sui 45 milioni di contenitori.
- che l’incremento di contenitori “a perdere” risulta in contrasto con le finalità della Direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio, che indica invece tra gli obiettivi prioritari da perseguire quello della riduzione degli imballaggi ed il loro riutilizzo.

RITENUTO che la normativa europea dovrebbe prevedere la possibilità che le modalità applicative del Regolamento negli Stati membri possano essere diversificate a seconda che si tratti di Stati membri produttori d’olio e Stati membri consumatori di olio importato.

SI CHIEDE

che sia provveduto alla modifica del Regolamento n.1019/02 al fine di consentire agli stati membri la possibilità di autorizzare la vendita frazionata degli oli extravergine in presenza del consumatore finale – qualora sussistano elementi di tradizionalità nelle modalità di vendita consolidate nel tempo – affinché il consumatore possa acquistare il prodotto mediante riempimento di idonei contenitori riutilizzabili, di propria proprietà, sui quali potrà essere apposta l’etichetta dal produttore con tutte le informazioni previste.

La certificazione del prodotto potrebbe essere comunque garantita attraverso un sistema di etichettatura di carta che sigilli il contenitore fornito dal consumatore, una volta riempito. Questo risparmierebbe ai produttori aggravi di costi per il pre-confezionamento e lascerebbe ai consumatori la libertà di un acquisto personalizzato, ma comunque informato e garantito.

Il Capogruppo Verdi
Sergio Gatteschi